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Capitolo 2:
Videogioco come strumento per lo sviluppo educativo
Recenti studi hanno dimostrato come l’utilizzo dei videogiochi sia uno strumento nell’attuale sviluppo educativo delle nuove generazioni, come lo è stato per le passate, dal momento della loro nascita nel 1957.
Da alcuni di anni, gran parte del tempo libero destinato alle attività ludiche è stato conquistato dall’attrazione esercitata dalle nuove possibilità tecnologiche dei videogiochi, che sono divenuti uno dei passatempi preferiti, capaci di appassionare il pubblico di ogni età, sia maschile che femminile. |
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Lo studio del Prof Genovesi ha dimostrato infatti come:
* I videogiochi possano avere un ruolo determinate per numerosi fattori di crescita tra cui vanno individuati soprattutto lo sviluppo psicomotorio, lo sviluppo congiuntivo, l’alfabetizzazione tecnologica e l’integrazione sociale.
Per le loro peculiari caratteristiche i videogiochi aiutano il bambino nel percorso di percezione della realtà attraverso il coordinamento di azione motoria, di vista e di intelletto. Si passa dal pensiero lineare della didattica classica al pensiero in parallelo in cui le informazioni giungono al cervello del minore attraverso più fonti contemporaneamente. Il risultato di tutto questo è sicuramente una maggiore padronanza della sensorialità.
Sul fronte dello sviluppo congnitivo, il dinamismo visivo di un videogioco favorisce un apprendimento più rapido perchè produce interesse ed eccitazione. La crescita cognitiva avviene attraverso cinque diverse sensazioni: la competizione tra pari (videogiochi sportivi), la ricerca del traguardo (giochi di ruolo, sportivi), la padronanza del sistema (simulatori di volo), la spettacolarizzazione (fantasy e horror), il raffronto con l’altro (avversario o intelligenza artificiale).
L’alfabetizzazione informatica o tecnologica è sicuramente accelerata dall’uso costante di strumenti ludici interattivi. Ma sarebbe più opportuno parlare di alfabetizzazione tout court perchè non sfuggono le implicazioni didattiche dalla gestione a scopo ludico di conversazioni scritte o orali con personaggi reali o immaginari che, con l’obiettivo stressato di ottenere indizi, portano il ragazzo ad assorbire quasi naturalmente regole di sintassi e nuove lingue nonché una particolare capacità di sintesi.
Ancora più interessante appare l’aspetto dell’integrazione sociale provocato dall’uso di alcuni videogiochi. Un processo che può essere simulato e sperimentato grazie alla gestione di modelli etici di società e macroeconomie (Sim City).
Il bambino si confronta con scenari che comportano la valutazione di scelte politiche, economiche e sociali la cui interrelazione porta a risultati ed obiettivi virtuali che però restano nella mente come format comportamentali. La simulazione aiuta a gestire l’archetipo ma impedisce errori o fallimenti irreversibili.
Insomma, ciò che i videogiochi portano in dote al percorso di formazione del minore è principalmente un sistema di didattica partecipativa. Il bambino controlla storia e personaggi, sperimenta processi decisionali e, al contempo, è incoraggiato dal sistema di gioco interattivo a sperimentare perfino errori e a ripetere comportamenti e azioni come se si allenasse alla crescita.
Dunque un videogioco, se realizzato con cura e scelto con cura, può essere vettore di valori e cultura attraverso un immaginario esteticamente e moralmente eccellente e una sana partecipazione all’esempio.* |
Il videogioco, rappresentando una evoluzione tecnologica di diverse forme di gioco, possiede degli effetti positivi che possono essere sintetizzati come segue:
- rappresenta uno stimolo, in quanto “gioco sensomotorio”, ad alcune abilità manuali e di percezione;
- può stimolare la comprensione dei compiti da svolgere, sostenendo anche le forme induttive di pensiero;
- può abituare a gestire gli obiettivi, individuando dei sottoobiettivi;
- può favorire l’allenamento dell’autocontrollo e della gestione delle emozioni connesse all’esercizio di un compito;
- può sviluppare diversi aspetti della personalità, quali l’abilità di prendere decisioni velocemente, di affrontare difficoltà e di prendere iniziative;
- può favorire apprendimenti specifici su alcune tematiche, su conoscenze relative a terminologie tecniche e a modalità procedurali relative ad ambiti specifici a cui si riferiscono le competizioni giocate.
Per approfondimenti riguardo il tema del valore educativo dei videogiochi vi rimandiamo al recente titolo edito da MULTIPLAYER.IT: “Mamma non rompere, sto imparando – Come i videogiochi preparano tuo figlio ad avere successo nel 21°secolo!” di Marc Prensky. |
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