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Capitolo 4:
Diffusione del mezzo diveo ludico

Attualmente in Italia i videogiocatori sono circa 24 milioni (43% della popolazione dai 4 anni di età): quasi 1 italiano su 2 gioca ai videogames. La definizione di videogiocatore prescinde dalla frequenza di gioco e dalla piattaforma usata (PC, Console fissa o mobile, Telefono cellulare, Web), ma, come si vedrà, i Gamer giocano frequentemente (il 70% di loro gioca almeno 1 volta alla settimana) utilizzando i supporti più tipici (il 98% di loro gioca su PC o su Console).
AESVI
Statistiche
Il profilo del videogiocatore

Poiché il fenomeno del videogaming investe una porzione così ampia della popolazione, è normale che i videogiocatori siano presenti in strati di popolazione anche distanti tra loro, ed è importante riconoscere e evidenziare la molteplicità dei ‘volti’ del Gamer. Nonostante questa pluralità, l’analisi statistica consente di tracciare il profilo del giocatore italiano medio individuando le caratteristiche socio-demografiche dominanti.

Il videogiocatore medio è:

- generalmente, ma non esclusivamente, maschio: il 61% dei videogiocatori, infatti, è costituito da uomini (mentre complessivamente gli italiani di sesso maschile sono il 48%), a fronte di una significativa presenza di donne (39%, ovvero quasi 10 milioni di giocatrici);

- di età giovane-adulta: l’età media, infatti, è 28 anni e il 57% dei giocatori ha tra i 18 e i 44 anni; tuttavia, benché le fasce adulte rappresentino numericamente la quota più consistente del parco dei Gamer, ciò è in gran parte dovuto al fatto che oltre il 40% degli italiani si concentra comunque in questa fascia d’età. Assai più significativo, invece, è il dato di penetrazione del videogioco tra i giovani e i giovanissimi: l’indagine, infatti, dimostra che l’età è senz’altro la variabile più correlata al fenomeno del videogioco e che durante tutto il periodo scolare il videogioco raggiunge livelli vicini alla saturazione : il 96% dei bambini/ragazzi tra i 6 e il 17 anni gioca.

- prevalentemente studenti (34%): ciò naturalmente dipende dal fatto che i videogiocatori sono tendenzialmente giovani e circa un terzo di loro è studente per ragioni semplicemente anagrafiche (4-17 anni); restando in tema di profilo professionale, il videogiocatore può essere sia una figura qualificata (il 24% è impiegato, quadro, dirigente, libero professionista o imprenditore), sia una figura meno qualificata (un altro 24% è costituito da operai, commesse, artigiani e commercianti). Da ciò si trae l’impressione che il fenomeno del videogaming sia trasversale a diversi strati sociali e che appartenga, appunto, sia al mondo giovanile degli studenti, sia a diversi ambiti professionali (con livelli di penetrazione più alti tra i ‘colletti bianchi’);

- con scolarità tendenzialmente medio-bassa: il 60% dei giocatori, infatti, ha un titolo di studio di scuola media-inferiore o elementare, ma ciò è ancora una volta dovuto alla rilevante presenza di minori che sono ancora all’interno del percorso scolastico. Se invece si analizzano i singoli livelli di istruzione si può notare che il consumo di videogiochi è maggiore proprio tra i laureati e i diplomati.
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Credits: Angelo Mazzilli